Citeo e Refashion: milioni di ecocontributi, ma quali risultati ambientali?
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La responsabilità estesa del produttore finanzia la prevenzione e la gestione dei rifiuti. ERVERTE Paris sostiene questo principio, ma chiede trasparenza sui risultati ambientali effettivamente raggiunti grazie agli ecocontributi delle imprese.
La responsabilità estesa del produttore obbliga le imprese a contribuire alla gestione dei prodotti a fine vita. Citeo opera soprattutto per gli imballaggi domestici e la carta, mentre Refashion si occupa di abbigliamento, biancheria per la casa e calzature. Questo modello finanzia prevenzione dei rifiuti, raccolta, riutilizzo, selezione e riciclo. La sua importanza non esclude un esame critico dei risultati pubblicati.
Citeo: grandi risorse, risultati differenti
Citeo indica 1,5 miliardi di euro di ecocontributi per imballaggi domestici e carta: si tratta di una cifra pubblicata sul sito, non necessariamente dell'importo incassato nel solo 2025. Per il 2025 dichiara il 73% di riciclo degli imballaggi, ma solo il 30% per quelli in plastica. Nella sua panoramica settoriale il riutilizzo degli imballaggi domestici è pari all'1,5%. Riduzione e riuso richiedono quindi maggiore attenzione.
Nel bilancio sul 2025 pubblicato a giugno 2026, Citeo registra percentuali di riciclo molto diverse: 88% per il vetro, 83% per carta e cartone, 43% per l’alluminio e appena 30% per gli imballaggi in plastica. Il dato complessivo del 73% non deve nascondere queste differenze. Inoltre, i 1,5 miliardi di euro evidenziati nella pagina di settore sono una cifra comunicata dall’organizzazione, non necessariamente contributi riscossi in un unico anno.
Si tratta di risultati che mostrano progressi concreti, ma evidenziano anche i limiti del riciclo come unica risposta. È necessario rafforzare la prevenzione dei rifiuti e il riuso degli imballaggi, senza confondere la riduzione alla fonte con la gestione del rifiuto già prodotto.
Contributi minimi e piccole imprese
Nel 2026 Citeo applica ai piccoli produttori un contributo minimo di 110 euro IVA esclusa. Se il contributo calcolato in base ai materiali e all'ecodesign resta sotto tale soglia, gli sforzi ambientali potrebbero non ridurre l'importo dovuto. L'articolo R.541-119 del Codice ambientale francese consente quote forfettarie per bassi volumi, ma richiede una verifica periodica della loro adeguatezza. ERVERTE Paris chiede chiarezza su questi criteri.
L’articolo R.541-119 del Codice ambientale francese consente un contributo forfettario per piccole quantità immesse sul mercato. Il minimo non è quindi di per sé una violazione della legge; tuttavia, l’eco-organismo deve verificare periodicamente che la sua entità sia adeguata ai costi previsti. La documentazione di adesione Citeo descrive anche la fatturazione iniziale di 110 euro IVA esclusa.
Un’impresa che dichiara nel dettaglio materiali, pesi e caratteristiche di ecodesign degli imballaggi può ricevere una valutazione teorica dei propri miglioramenti senza vedere ridursi l’importo finale, se resta sotto la soglia minima. Nell’ottobre 2026 ERVERTE Paris ha chiesto chiarimenti all’amministrazione sulla revisione del tariffario, sulla metodologia di calcolo e sulla rappresentanza delle microimprese. L’obiettivo è rendere più equo il sistema, non contestare la responsabilità del produttore.
Refashion: 162,7 milioni di euro, raccolta in calo
Nel rapporto 2025 Refashion dichiara 162,7 milioni di euro di ecocontributi e circa 3,6 miliardi di articoli nuovi immessi sul mercato. La raccolta di tessili e calzature usati è invece diminuita del 6%, attestandosi intorno a 272.000 tonnellate. Refashion cita la crisi degli sbocchi commerciali e le difficoltà degli operatori: non è corretto attribuire l'intero calo a un solo soggetto. Raccolta e riciclo, inoltre, non sono sinonimi.
Refashion stima anche che i prodotti nuovi immessi sul mercato nel 2025 pesassero complessivamente circa 917.604 tonnellate. Le circa 272.000 tonnellate raccolte non vanno interpretate come una percentuale di riciclo: gli articoli raccolti possono essere selezionati, riutilizzati, riciclati o trattati in altro modo e possono provenire da vendite di anni precedenti.
La stessa organizzazione segnala una crisi degli sbocchi per il tessile usato, problemi economici e difficoltà operative degli operatori. Pertanto il calo della raccolta del 6% non può essere imputato automaticamente a un unico ente. Resta essenziale distinguere nei rapporti pubblici la raccolta, la selezione, il riuso e il riciclo effettivo.
Sanzione amministrativa e controlli
Il 28 ottobre 2026 il ministero francese della Transizione ecologica ha richiamato Refashion ai suoi obblighi di ritiro dei rifiuti tessili. Secondo il comunicato ufficiale, una sanzione amministrativa di 170.000 euro era stata notificata il 13 aprile 2026 per violazioni di tali obblighi; il 26 ottobre è seguito un nuovo richiamo alla legge. Non si tratta di una prova di appropriazione indebita, ma di un motivo concreto per rafforzare i controlli.
Il comunicato del ministero francese del 28 ottobre 2026 precisa che la sanzione amministrativa di 170.000 euro era stata notificata il 13 aprile 2026 per violazioni degli obblighi di ritiro dei rifiuti tessili presso gli operatori dell’economia sociale e solidale. Dopo ulteriori segnalazioni, il 26 ottobre è stato inviato un nuovo richiamo alla legge, prima di un’eventuale diffida. Si tratta di criticità regolamentari documentate, non della prova di un uso illecito dei contributi.
Già nell’aprile 2026 il Governo aveva annunciato una riforma del sistema tessile, prevedendo maggiore attenzione ai risultati, migliore tracciabilità dei finanziamenti e un audit di Refashion. È quindi legittimo chiedere informazioni trasparenti sulle responsabilità, sulle spese, sui servizi forniti e sui loro effetti misurabili.
Servono equità e risultati verificabili
ERVERTE Paris promuove prodotti durevoli, fibre naturali selezionate e la riduzione dei materiali superflui. Chiediamo contributi proporzionati, costi trasparenti e incentivi efficaci all'ecodesign. Il successo deve misurarsi nei rifiuti evitati, nei prodotti riutilizzati e nelle materie realmente riciclate, non soltanto nelle somme raccolte.
Per ERVERTE Paris la responsabilità nasce dalla progettazione: fibre naturali accuratamente selezionate, produzione locale quando praticabile, meno materiali superflui e capi destinati a durare. Queste scelte non comportano automaticamente esenzioni dalla normativa REP, che dipendono dai criteri dei singoli programmi. È indispensabile chiarire quali miglioramenti siano riconosciuti e come bonus e penalità influenzino davvero le fatture.
Sosteniamo costi trasparenti, contributi proporzionati, incentivi concreti all’ecodesign, flussi di materiali verificabili in modo indipendente e applicazione coerente delle regole. È possibile sostenere la responsabilità del produttore e, allo stesso tempo, chiedere risultati migliori.
Misurare l’impatto, non soltanto il denaro raccolto
L’efficacia di un eco-organismo non può essere misurata solo dalle somme incassate, dal numero delle imprese aderenti o dai progetti annunciati. Gli indicatori decisivi sono i rifiuti effettivamente evitati, i prodotti riutilizzati, i materiali realmente riciclati e il minore impatto sull’ambiente.
La domanda centrale non è soltanto quanto pagano le imprese, ma quale miglioramento ambientale misurabile producono tali contributi. Trasparenza e responsabilità devono riguardare tutta la filiera, dal marchio che realizza un prodotto all’organizzazione incaricata della sua gestione a fine vita.
Sources / Official sources: Citeo: environmental data · Citeo: sector figures · Citeo: membership and fees · Refashion: contributions · Refashion: collection · French Ministry, 28 October 2026 · French Environmental Code
Information available as of 5 November 2026. Figures have distinct reporting scopes and should not be directly compared as cost-efficiency ratios.